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John Lennon e Timothy Leary, scalata alla casa

 bianca

 

 

Sul finire dei '60 Timothy Leary, passato alla storia come uno dei “leaders” del movimento hippie, è nel bene e nel male un personaggio popolarissimo:

già all’ inizio del decennio, quando regge una cattedra di psicologia nella prestigiosa università di Harvard, si pone alla ribalta delle cronache per le sue convinzioni inerenti il mondo degli stupefacenti;

L’ "illuminato" Timothy è infatti convinto che gli allucinogeni (soprattutto quelli reperibili in natura) sono una porta d’ ingresso verso la coscienza e gli anfratti più reconditi dell’ incoscio, quelli impossibili da passare al vaglio di voluminosi tomi accademici.

 

Col passare degli anni tali convinzioni saranno causa del suo allontanamento dagli atenei;

ma Leary non si perde d’ animo, sempre più radicato in pensieri anticonformisti porta avanti il suo credo spirituale organizzando meetings e conferenze dove vengono tessute le lodi degli stupefacenti: in pochi anni il suo nome, come uno spettro allucinato e spaventoso, fa il giro di mezzo mondo, l’ attenzione dei media cresce a dismisura, i vips fanno a gara per contendersi la sua amicizia.

Ma le istituzioni non stanno a guardare divertite: l’ FBI e la CIA lo tengono costantemente sotto tiro, iniziando una vera e propria “battuta di caccia” che rappresenterà per Timothy Leary una fonte inesauribile di scandali e noie legali.

 

Leary in conferenza

 

Certo, non è che il professore dell’ LSD abbia mai fatto molto per evitare ciò….

Basta rivolgere il pensiero alla “promessa” (mai attuata per altro) di riempire l’ acquedotto della californiana San Francisco con ingenti quantità di acido lisergico.

 

Prima che tali azzardi lo costringessero ad una lunghissima latitanza in Medio Oriente ed in Africa (dove stringerà infruttuose comunioni “di ribellione” con i massimi vertici del movimento <<Black Panthers>>), il professore decide che è venuto il momento di dare un provocatorio scossone al movimento della pace ed alla rivoluzione controculturale:

 

John Lennon e Yoko Ono durante un Bed In

 

Nel frattempo l' illustre e prezioso amico John Lennon (attivista radicale “di spicco” nonché membro fondamentale dei mitici Beatles) sta portando avanti una lotta senza confini alla guerra ed alla disuguaglianza sociale sulla base di tali convinzioni:

<<Oggi giorno per qualsiasi cosa c’ è bisogno della pubblicità; ogni cosa, persino un movimento di lotta pacifista, deve avere un enorme impatto mediatico perchè funzioni>>.

Sono ormai passate alla storia le sue più o meno bizzarre manifestazioni pacifiste (ricordate i “Bed In”?) “inondate” da macchine da presa e provocatori dibattiti politici.

Sulla scia di questi eventi (come già detto siamo sul morire dei ’60) nasce uno dei più devastanti connubi artistico - mediatico - spiritual - politico che mente umana abbia mai congegnato: 

tale connubio è rappresentato dal binomio <<Lennon – Leary>> e sfocia nella provocatoria decisione da parte del professore ripudiato da Harvard di candidarsi alle elezioni presidenziali: 

la simbolica ascesa alla casa bianca da parte del movimento hippy è appena cominciata.

 

John Lennon esegue <<Come Together>>, Live in NYC

 

Leary è ben consapevole del fatto che questa impresa è a dir poco senza speranza in termini pratici, ma assolutamente incisiva dal punto di vista ideologico, gli occorre dunque un motto altrettanto incisivo, qualcosa che riesca a scuotere le coscienze e che (soprattutto) sappia accattivarsi l’ attenzione delle masse:

il compito viene affidato a John Lennon, il quale riesce subito ad andare al di là delle aspettative;

nascono così un motto ed un inno generazionale insieme:

stiamo ovviamente parlando di COME TOGETHER (<<Venite Insieme>>).

Il testo di questo brano è fortemente allusivo e decisamente bizzarro, “spezzettato” dalla cadenza ritmica del cantato, che è espresso da Lennon come fosse una vera e propria percussione:


 

Venite Insieme 

(libera traduzione)

Arriva subito in vetta,

Con passo disinvolto,

Ha gli occhi allucinati,

Viene come santo spiana strade,

Ha capelli lunghi fino alle ginocchia,

Deve essere un mattacchione,

Fa solo ciò che gli dà piacere.

Non indossa scarpe pulite,

Ha dei piedi vissuti,

Ha le mani frenetiche,

Spara alle lattine di Coca Cola,

Dice: “Io ti conosco, tu sai chi sono

Posso dirti solo una cosa,

Devi essere libero”

 

Venite insieme, adesso, sopra di me.

 

Lui cattura l’ attenzione,

Ha stivaletti di tricheco,

Possiede mobili disegnati da Yoko Ono,

Ha spina dorsale,

Ha i piedi sotto le ginocchia,

Ti tiene incollato alla sua poltrona,

Puoi sentire il suo disagio.

 

Venite insieme, adesso, sopra di me.

 

Lui smuove le montagne…. russe,

E’ fisso sugli ammonimenti,

Ascolta Muddy Waters,

Sa fumare,

Sostiene che uno è anche tre,

Tiene a mettersi in mostra

Perché è inafferrabile.

 

Venite insieme, adesso, sopra di me

Venite insieme, dai, dai, venite insieme….


Nel testo sono ben evidenti parole riconducibili a concetti di santità che fanno pensare a Cristo (Posso dirti solo una cosa Devi essere libero / Sostiene che uno è anche tre ….) messe in contrasto con immagini e concetti assolutamente prosaici (Lui smuove le montagne…. russe / Spara alle lattine di Coca Cola / Ha stivaletti di tricheco). 

Nei versi finali è presente inoltre un gioco di parole (intraducibile) in perfetto Lennon style:

Got to be good looking

‘Cause he’ s so hard to see

Letteralmente <<Deve avere un buon aspetto / Perché è così difficile da vedere>>; 

bisogna fare attenzione al verbo to see, che in inglese ha la doppia valenza semantica di Vedere/Capire.

Ma perché quest’ attacco all’ ideologia cristiana?

La risposta è semplice, non c’ è:

Questo testo, infatti, non è assolutamente una critica a Cristo in quanto persona o concetto, bensì un attacco a quella parte di società che rielabora e rivende (svalutandoli) pensieri e concetti edificanti e conformi ai principi morali (o solo legati al buon senso) affinchè il potere possa demolirli e renderli indecifrabili, operando così una sistematica demonizzazione di tutto ciò che può essere in grado di svegliare le coscienze addormentate.

 

Leary in tarda età

 

Sappiamo come è andata a finire:

John Lennon, nel giro di pochi anni, interromperà la lotta politica e le sue avventure musicali per ritirarsi a vita privata fino al 1980, anno in cui verrà freddato sotto la sua abitazione Newyorchese per mano di Mark Chapman, uno sfaccendato dal precario equilibrio mentale “pilotato” (secondo l’ opinione di molti giornalisti e storici) da eminenze grigie della CIA che non vedevano di buon occhio l' imminente ritorno alla ribalta del compositore.

 

Leary, non varcherà mai il soglio della casa bianca, anzi, una volta terminata la stagione dei fiori cominceranno per lui delle serie disavventure legali che lo accompagneranno durante tutta la sua lunga esistenza, stroncata dal cancro nel 1996.

Il luminare del <<Flower Power>>, che faceva fronte alla malattia fumando marijuana ed assumendo gas esilarante, benchè allo stremo delle forze, due giorni prima di morire aveva fatto un giro in spider accompagnato da un paio di prostitute.

Un quarto delle sue ceneri sono state mandate in orbita attorno la terra.

Ferdinando Santonicola

 

Incisione di <<Give Peace A Chance>>.

Sullo sfondo John Lennon e Yoko Ono. In primo piano Leary e la sua fidanzata. 

Bed In del 1969.

 

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