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Claude Debussy E L' Impressionismo

 

Claude Achille Debussy in giovane età

 

In perfetta sintonia intellettuale con il suo periodo, Debussy mostra tutte le velleità del bohemienne decadente affascinato dai lati oscuri e precari dell' animo umano (oltre che dall' assenzio) e da una vita senza regole o schemi comportamentali ben definiti. 

Ecco perchè i suoi biografi  possono "godere" di vicende legate a matrimoni con donne tutt' altro che facoltose portate sull' orlo della depressione e di molteplici relazioni con ricche ereditiere che dopo pochi mesi di rapporto amoroso vedono fuggire il proprio amante - pianista nottetempo.

 

Ma si sa, non basta questo a fare di un artista un ribelle, lo spirito rivoluzionario ed assolutamente innovatore di Debussy sta tutto negli spartiti che ha lasciato ai posteri. Tali opere saranno destinate ad influenzare (passando per la dodecafonia ed il jazz) gran parte dei musicisti di fine ottocento e di buona parte del novecento.... 

 

Il compositore nasce nell' agosto 1862 in un sobborgo parigino da una famiglia piccolo borghese. Grazie all' interessamento di alcuni amici di famiglia, il piccolo Claude Achille comincia a muovere i "primi passi" sulla tastiera di un pianoforte.

Ma è con madame Maude De Fleurville (già allieva di Friderick Chopin) che comincia un serio studio della disciplina.

 

Nel 1873 (non senza difficoltà) Debussy viene ammesso al corso di pianoforte presso il conservatorio di Parigi. Già in questi anni mette in mostra uno stile sorprendentemente originale (che illustreremo più avanti), il quale sarà fonte di plausi e rimproveri da parte dei suoi insegnanti. 

Il giovane Debussy è fortemente incuriosito dalla timbrica decisa di Modest Mussorgsky e dalle suggestive trame del canto gregoriano. 

A ciò si aggiunge uno straordinario talento nella lettura "a prima vista" dello spartito.

"A prima vista" (o meglio a primo ascolto) è anche il suo amore per le musiche e le melodie mediorientali che ha modo di scoprire ed analizzare durante l' esposizione universale di Parigi nel 1889.

Minato dal cancro muore nel 1918, le sue spoglie vengono inumate nel cimitero di Passy.

 

Debussy nel suo studio in Parigi

 

Claude Achille è il padre di quello che viene tutt' oggi definito "Impressionismo Musicale". 

Per dovere di cronaca (o meglio di critica) è giusto fare il punto su quest' affermazione lasciando la parola a Debussy stesso, il quale sostiene:

<<Alcuni dementi lo chiamano "impressionismo", questo termine è usato assolutamente a sproposito!>>

Come mai, allora, la critica del tempo aveva azzardato questa definizione?

 

Particolare da <<Sentiero Sull' Ile St. Martin>>, di Claude Monet

 

Lo stile di Debussy è caratterizzato dalla ricerca di suoni (che potremmo definire quasi come fossero colori) "primari" in grado di sbiadire i densi impasti timbrici della musica sinfonica romantica. 

Ciò ha dato forte contributo alla sua musica affinchè essa si formasse su di un timbro poco compatto, molto vicino alle trame evanescenti del linguaggio poetico simbolista (Verlaine, Baudelaire, Rimbaud....) ed alle pennellate di colore nitido ed "incontaminato" (che mai vanno a mischiarsi con altre sulla tela) di pittori quali Monet, Manet e Cezanne; 

Essa, inoltre, tende a non lasciare sensazioni ben definite, si addentra piuttosto in "ambienti" sfumati ed impalpabilmente tenui, colmi di effetti sonori dettati da "agglomerati" sensoriali e fonici ricchi di vibrato, salti di ottava, alternanze di piano pianissimo, forte presenza di suoni alterati, oltre che originali indicazioni interpretative quali "Profondement calme, dans une brume doucement sonore" (letteralmente "Profondamente calmo, in una nebbia dolcemente sonora"), reperibile nello spartito dello studio n° 10 (libro I) denominato <<La Cattedrale Che Annega>> (così come in svariate composizioni di Debussy, il titolo è proposto in calce allo spartito, ciò per indicare l' assoluta soggettività delle emozioni che un  brano può suscitare nell' ascoltatore).

 

Principio de <<La Cathedrale Engloutie>>.


Al fine di dare ulteriori coordinate "impressionistiche" al lettore, ci soffermeremo sul brano appena citato, fornendo una breve guida all' ascolto:

il tema concettuale della "Cathedrale Englouitie" è rappresentato da un ideale volo visivo e mentale lungo il paesaggio della celebre "Ile de Saint Germain", penisola francese (al centro della quale campeggia una basilica medioevale) che in determinati condizioni di marea viene circondata dalle acque: in poco tempo questa lingua di terra diviene un' isola; Debussy traspone tali immagini mentali su spartito grazie ad una magistrale "regia" fonica:

 

Il brano si apre con un pianissimo (che in alcuni esecutori arriva a diventare pressochè impercettibile) in cui vengono proposti una serie di suoni "nitidi" e scarni in successione di accordi, i quali simulano l' effetto di eco che produce un moto di onde in lontananza. 

Ma la risacca aumenta, le acque si avvicinano, il loro desiderio di lambire le sponde dell' isola cresce sempre più, la successione di accordi va in ascesa per poi discendere sino al punto di partenza (la risacca!).

 

La "risacca" secondo Debussy

 

Il moto ondoso è sempre più incalzante e costante, le acque cominciano a sciabordare sulla costa, il pianissimo presente sin dall' apertura viene qui "schiaffeggiato" da ciclici picchi di piano marquè (piano marcato);

poco dopo, l' inesorabilità del fenomeno naturale si mostra con brio in tutta la sua bellezza, nello spartito è riscontrabile un Augmentez progressivement, sans presser (Aumentare progressivamente, senza fretta): le onde sono qui più alte, vanno a scontrarsi con grazia brutale sugli scogli che circondano l' isolotto; 

 

Spruzzi d' acqua secondo Debussy

 

In seguito un forte ci segnala che lo spettacolo sta giungendo al culmine: 

la cattedrale è circondata dalle acque, gli spruzzi del mare sovrastano l' intera scena, una serie discendente di bicordi suonati nelle ottave alte del pianoforte sono qui a darcene conferma e quando tali getti d' acqua piombano al suolo, "precipita" la stessa successione di bicordi nelle ottave basse, fino a che essa non si esaurisca.

Ma non vi è tempo di riprendere fiato, è la stessa magnificenza del paesaggio a richiederlo: una possente successione armonica di accordi in fortissimo ma sans duretè (senza durezza), "suggestionata" da atmosfere polifoniche di stampo gregoriano, circonda l' ascoltatore così come le acque hanno ormai circondato la cattedrale e l' intero scenario.

Ma la furia del mare è destinata a placarsi, un diminuendo molto precede una breve gamma di piano e pianissimo che va ad "arrestare" il moto ondoso.

 

E' tuttavia rimasta nell' animo dell' osservatore un' inquietudine di fondo dovuta forse alla precipitosità degli eventi, il brano, persistendo nel suo pianissimo (questa volta espressivo e concentrato), "piomba" in una zona oscura densa di significato, ricca di sonorità ossessive e profonde; 

ma poco spazio è dato alla riflessione, il "paesaggio" sta di nuovo mutando: le acque si ritirano.... 

Un cupo e pacato arpeggio accompagna gli accordi (ora in pianissimo) uditi nella parte centrale del brano (quando le acque avevano ormai lambito la cattedrale), fino a che non vanno a spegnersi; il brano si conclude con circolarità "dans le sonoritè du debut" ("nelle note di inizio" brano), seppur con qualche variazione, ma sempre in pianissimo.


 

Ha dunque ragione Debussy nel polemizzare contro quanti definiscono la sua musica "impressionista"?

Difficile rispondere, è meglio lasciare che le nostre sensazioni si perdano sulle righe di un pentagramma fino ad arrivare in luoghi poco definiti ed inspiegabili a parole, comprensibili solo grazie ad un rigoroso silenzio interiore. Probabilmente è questo, solo questo, l' unico "scopo" concettuale di Claude Achille Debussy.

 

Ferdy Santonicola

Lapide di Debussy nel cimitero di Passy

 

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