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Mark Lanegan - Here Comes That Weird Chill (2003 - Beggars Banquet)

Mark Lanegan (non ricorda qualcuno?)

Un album che dura appena mezz’ ora, ma in questa mezz’ ora succede l’ inaspettato per il fan della psychedelia, il quale non avrà modo di rimanere imbarazzato da goffi tentativi di imitare pedissequamente un genere consegnato alla storia del rock.

Garantito, Mark Lanegan (ex leader degli Screaming Trees) cantante dotato di una voce “blues” dura ma sensuale ha fatto un ottimo lavoro nel riproporre i fasti dell’ Acid Rock, riuscendo a stupire anche l’ ascoltatore più smaliziato.

L' Album (clicca ed ingrandisci)

Il Cd si apre con “Metamphetamine Blues”, brano introduttivo graffiante, una sorta di barcarola spedita e distorta ricca di sonorità ruvide e dalla ritmica metallica, “condita” da un lungo a solo chitarristico che funge da “autostrada melodica” lungo tutta la traccia (se non è psichedelico questo....).

Le distorsioni proseguono con  l’ evocativa “On Steps Of Cathedral”, breve ma suggestiva litania di stampo sciamanico, dolce apripista per le atmosfere ossessive e confusionarie di “Clear Spot”, brano che flette verso sonorità che nella fase ritmica ricordano vagamente gli anni ’80:

ottimo espediente per creare toni volutamente dimessi.

Ma il potenziale psichedelico esplode commoventemente nella trascinante “Message To Mine”, che proietta in modo egregio l’ ascoltatore in atmosfere marcatamente <<Flower Power>>; un vero e proprio gioellino “allucinogeno” confezionato ad arte per i nostalgici e che non dà l’ impressione di essere stato composto in questi anni. Fantastico il gioco di cori e chitarre.

La parte più stanca del Cd la si attraversa nel quinto brano, “Lexington Slow Down” sembra infatti un omaggio un po’ cialtrone alla poetica di uno dei più celebrati song writer “maledetti” della psychedelia americana, ovvero Tim Buckley. I toni riflessivi della canzone non riescono ad essere suadenti, facendo apparire il brano come un raffazzonato e triste “riempitivo”, povero di originalità melodica.

Ma la magia “indoamericana” di stampo morrisoniano riprende alla grande nella irrequieta “Skeletal History”, brano psychedelico nelle intenzioni e nei fatti: ben elaborato (senza essere pretenzioso) nella struttura presenta sonorità pungenti negli effetti fonici e nelle note “sporche” e graffianti di basso e chitarra.

“Wish You Well” ha il sapore della psychedelia oscura di <<Velvet Underground & Nico>>, toni vagamente apocalittici e rarefatti accenti macabri sono la caratteristica del brano.

La conclusione del lavoro (“Sleep With Me”) è una ballata un po’ monocorde ma dalle sonorità molto marcate, coinvolgente grazie ai semplici ma curatissimi effetti sonori di “Version”, <<reprise>> allucinato del brano che lo precede.

 

Sono in molti a criticare i <<revivals>> o (se preferite) i <<rispolveri>> di vecchie sonorità ed atmosfere etichettate (quando va bene) come vetuste.

Ma se è vero che nel Rock conta la genuinità delle intenzioni ed il lavoro ben congegnato, allora anche chi non è un ascoltatore nostalgico può trovare in “Here Comes That Weird Chill” un album da conoscere e conservare. 

N D A: Ringrazio Mimmo che ha fornito il cd 

Ferdy Santonicola

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