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Per parlare della vita e delle opere di Mozart sembrano insufficienti persino le milioni di pagine scritte su di lui; la critica ha dibattuto sul suo inequivocabile genio per secoli, senza mai riuscire a rimanere negli ambiti di un discorso prettamente musicale, ha dovuto talvolta “distaccarsi” dalle partiture per comprendere appieno l’ assoluta originalità e lo sconcertante estro di questo compositore che sembra essere arrivato dal nulla con il preciso scopo di stravolgere la musica del XVIII secolo e quella futura.

 

Johannes Chrisostomus Wolfgang Teophilus Amadeus Mozart

La sua modernità lascia a bocca aperta, la maggior parte dei brani da lui composti sono così vivi e rivoluzionari che non sembrano essere stati scritti né nel passato né ai giorni nostri, sembrano fuoriuscire da un’ immaginaria stazione radiofonica sintonizzata sul domanI. Questo rende il compositore salisburghese (nato nel 1756) unico ed assolutamente geniale, il suo stile compositivo resta tutt’ oggi inavvicinabile, impossibile da esplorare in ogni suo aspetto.

E’ forse a causa di ciò che subito dopo la morte (avvenuta nel 1792) cominciano a circolare infinite leggende sul suo conto tali da farlo sembrare una sorta di “alieno”; basti pensare al fatto che alcune cronache riferiscono della sua capacità di comporre in stato di sonno e di trascrivere mentalmente intere partiture orchestrali.

Per avallare tali teorie sulla “sovraumanità” del musicista austriaco è intervenuto, agli inizi dell’ ‘800, addirittura il celebre scrittore e filosofo Stendhal, il quale nella sua monografia <<Vita di Mozart>> parla delle circostanze legate alla prematura scomparsa del compositore, tingendole di  mistero .

 

Stendhal (vero nome, Henry Beyle)

Ecco un breve resoconto: Negli ultimi anni della sua vita Wolfgang è ormai vessato (a dispetto di una fama ormai consolidata da molti anni di servizio alla corte dell’ imperatore Joseph II d’ Austria) da indigenti problemi finanziari causati dall' ingenuità nell’ amministrazione degli affari e dalla sua incontrollata generosità verso parenti, amici ed impresari sempre pronti a sfruttarlo. A causa di ciò è costretto a lavorare incessantemente per far fronte ai conti, oltre che alle spese mediche scaturite dal cagionevole stato di salute della moglie Costance. Tutto questo provoca in Mozart un deperimento fisico e nervoso che lo consuma lentamente, inducendolo ad un riposo forzato fra le mura domestiche. In questo scenario, durante gli ultimi mesi della sua breve esistenza, Mozart riceve la visita (come dice Stendhal) di <<Uno sconosciuto…. Ben vestito, di modi nobilissimi, perfino un po’ imponente….>> che dichiara di essere venuto per volontà di <<Un uomo assai influente che non vuole svelare la sua identità>>, il quale desidera commissionare a Mozart la stesura di una composizione che commemori il ricordo di una non meglio precisata persona scomparsa.

L’ opera in questione è la celebre <<Messa Da Requiem>>, ultimo lavoro di Wolfgang Amadues Mozart. Si dice che il compositore, nonostante l’ indigenza dovuta al suo stato di salute, abbia accettato la commissione (oltre che per i cento ducati pagati in anticipo) trasportato dall’ enfasi del suo oscuro interlocutore e <<Dall’ aria di mistero che sembrava ammantare tutta quell’ avventura>>. Si mette quindi al lavoro in modo febbrile, componendo notte e giorno, ma dopo un paio di settimane è costretto a sospendere a causa di continui capogiri e svenimenti; l’ entusiasmo del suo genio lo sta portando allo stremo. In merito a ciò, Stendhal dice che Mozart abbia confessato a sua moglie Costance: <<E’ certo, questo Requiem sarà utile per il mio funerale!>>. Per l’ ultimazione del lavoro, musicista e committente si erano accordati per il periodo di un mese dal mandato ed allo scadere di tale termine il misterioso <<Sconosciuto>> torna a fare visita al compositore. Questi si giustifica per il suo ritardo nel mantenere l’ accordo dichiarando di dover sviluppare alcune parti dell’ opera rimaste ancore incompiute. Il committente gli concede altre quattro settimane ed altri cinquanta ducati. Data la reticenza dello <<Sconosciuto>> nello svelare la sua identità, Mozart ordina ad un domestico di seguirlo per le vie di Vienna, ma il pedinamento non ha successo. Il desiderio di porre fine al mistero fa accrescere in Mozart la volontà di ultimare il suo capolavoro, il quale è completato ben prima della proroga pattuita.  Altresì, tale desiderio influisce  negativamente sulla psiche dell' artista:  le cronache riportano, infatti,  che più di una volta il compositore abbia dichiarato: <<Costui [lo Sconosciuto] non è un essere normale, appartiene ad un altro mondo, è stato inviato per annunciare la mia prossima fine!>>. Quando l’ oscuro committente rimette piede in casa Mozart è ormai troppo tardi, il suo mistero è destinato a rimanere tale: il musicista è morto ormai da parecchi giorni.

 

Locandina del film Amadeus

Il regista Milos Forman nel suo celebre film del 1984 <<Amadeus>> prova ad interpretare questa misteriosa concatenazione di eventi indicando nella figura dello <<Sconosciuto>> l’ acerrimo rivale di Mozart, ovvero l’ invidioso Antonio Salieri, che architetta questo stratagemma al fine di distruggere la fragile psiche del suo antagonista.

 

Antonio Salieri, il nemico di Mozart

Comunque sia, la storia ci dice che il corpo del geniale Wolfgang sia stato inumato in una fossa comune nel 1792. Oggi non esiste né tomba né stele che conservi i suoi resti; ciò ha contribuito ad alimentare quell’ alone di misteriosa ed oscura leggenda che circonda la figura di Mozart, un uomo dal genio indiscusso e singolare che talvolta sembra avere poco a che fare con la natura di questo mondo. Ma forse non è proprio questo il Genio, un alieno in terra? 

Stendhal non prende posizione in merito alla presunta origine sovraumana del Mozart individuo, ma solo nei confronti del Mozart  musicista, sostenendo nella conclusione della sua breve ma appassionata monografia: 

<<La sua carriera è stata breve quanto brillante. E’ morto all’ età di appena trentasei anni; ma in quei pochi anni si è fatto un nome che non perirà fintantoché esisteranno anime sensibili>>. 

Ferdy Santonicola

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