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The Beatles

La storia del rock.... (anzi perchè no?) La storia della musica andrebbe divisa in due ere; A. B. e D. B. (Avanti Beatles e Dopo Beatles). Occorre una lunga premessa.....

Per riflettere sull' inestimabile valore storico dei Beatles sono stati scritti migliaia di libri e ancora non sembrano sufficienti. La mitica band di Liverpool, infatti, nel corso della sua breve e densissima attività ha mietuto milioni e milioni di fans in ogni parte del globo, riscuotendo un consenso di critica senza precedenti, alimentando attorno a sè una sequela praticamente infinita di leggende e misteri, casi di cronaca ed eventi storici che vengono ancora oggi ricordati, a più di quaranta anni dal debutto discografico, avvenuto nel 1962. A quel tempo i Fab Four sono una formazione Beat che si è fatta le ossa (in tutti i sensi!) in mini tour inglesi e serate nei bassifondi della tedesca Amburgo. Fin dal principio l' anima del gruppo è rappresentata dal celeberrimo duo (avevamo parlato di leggenda!....) Lennon (chitarra ritmica e voce) e McCartney (basso e voce). Tutti e due sono affascinati dal Rock & Roll americano di fine anni '50 (Lennon ne è praticamente devoto), ma tra i due vi è un' enorme differenza: il primo è un irrequieto e brillante compositore che da qui a qualche anno passerà alla storia come colui che, tramite l' enorme bacino d' utenza beatlesiano, è riuscito a rivoluzionare il pop, il secondo è altresì brillante e prolifico, ma indissolubilmente legato alla ballata anglosassone classica. Su queste basi il gruppo partorisce un sound fresco e vitale, dando alla luce un beat travolgente, risultato (paradossale) di soluzioni stilistiche tradizionali in "comunione di beni" con altre totalmente innovative. Nel giro di un anno i Beatles attraversano l' oceano "inondando" le classifiche statunitensi (cosa impensabile per una band del Regno Unito, a quel tempo) e facendo riscoprire la musica americana agli americani stessi che già da un pò di tempo avevano dimenticato i fasti del R&R di qualche anno prima. Da questo punto in poi la storia della musica sarà influenzata e segnata per sempre (è innegabile) da quattro nomi leggendari: Lennon, McCartney, Harrison e Starr. Va ricordato, inoltre, che prima di loro un gruppo o un compositore nasceva e moriva all' interno di un genere; se un determinato discorso musicale si esauriva, irrimediabilmente si esauriva anche il successo di colui o coloro i quali si erano fatti "porta voce" del discorso in questione. I Beatles sono andati oltre, si sono evoluti proprio nel momento in cui centinaia di bands sparse per il mondo stavano continuando a raccogliere i frutti della musica beat; ad un certo punto i Fab Four hanno preso in mano delle redini lisergiche pronti e determinati a guidare un carro psychedelico senza pretese di dettar legge, ma portando avanti un personalissimo discorso (di cui l' interprete massimo, all' interno della formazione, è John Lennon ) nel breve periodo della stagione dei fiori.

Dopo il volontario allontamento dai palcoscenici e dalle perfomances dal vivo, dopo Rubber Soul ('65) in cui inizia l' indolore distacco dal beat e dove vengono lanciati nuovi messaggi musicali, la band pubblica Revolver nel 1966. L' album sancisce l' inizio della "seconda nascita" dei Fab poichè è ricco di nuovi spunti e di un nuovo inaspettato linguaggio. Le melodie sono il frutto di un lungo e preciso lavoro di studio, ricche di artifici psichedelici intessuti su trame apparentemente "classiche", che tradiscono un accattivante gusto di sperimentazione facilmente reperibile nelle sonorità e negli arrangiamenti. McCartney ed Harrison hanno ampio spazio e possono cimentarsi come meglio credono nella musica psychedelica. Ma sono i brani di Lennon ad essere più sfacciatamente "acidi", visionari e controcorrente.

Nel 1967 appare l' album simbolo della "Summer of Love" inglese, la bibbia per i fans beatlesiani di ogni generazione, ovvero il Sgt. Pepper' s Lonely Hearts Club Band, album innovativo e visionario oltre ogni legittima aspettativa. Considerato oggi (da buona parte di critica e pubblico) come il 33 giri più bello ed importante nella storia del rock, l' LP contiene brani celeberrimi e di ottima fattura;   Harrison è sempre più gettato a capofitto nelle sperimentazioni indiane a stampo trascendentale, Paul McCartney risulta un gradino sotto per quanto riguarda il discorso psychedelico, ma è imbattibile nel rinnovare il suo stile compositivo e nel percorrere nuove affascinanti soluzioni melodiche, sfoggiando un estro imbattibile. Ma l' etichetta di rivoluzionario e sperimentatore Ad Hoc spetta nuovamente a John Lennon, che butta sul pentagramma alcuni mostri sacri di bellezza lisergica, proiettando all' infinito lo spazio ed il tempo delle sue magnifiche e brillanti visioni.

Ma dopo tali sforzi creativi nel '68 esce sul mercato l' album meno importante dei Beatles, ovvero Yellow Submarine; meno importante per almeno due motivi: contiene pochi brani (il lato B, per intero, è composto dalla colonna sonora dell' omonimo film a cartoni animati di cui parleremo a breve) di cui due già precedentemente editi ed inoltre ha pochissimi slanci davvero "acidi" (a firma George Harrison). C'è però da dire che questo LP non è altro che un contorno al magnifico lungometraggio d' animazione, destinato a rimanere nella storia come il simpatico manifesto "visivo" della stagione dei fiori inglese.

In ultimo va ricordata l' enorme importanza che hanno avuto i 45 giri per la vita psichedelica dei Beatles: come dimenticare, infatti, le poesie altamente lisergiche di Strawberry Fields Forever, Blue Jay Way, I Am The Walrus, eccetera, classici dell' acid pop che non tramonteranno mai. Tali singoli verranno poi raccolti nell' antologia Magical Mistery Tour (1967).

Dal '68 in poi i rapporti fra i componenti del gruppo andranno inesorabilmente sfaldandosi ed una volta chiusa la parentesi psichedelica per i Fab ci sarà ancora il tempo di porre la firma su capolavori storici. Lo scioglimento ufficiale avverrà solo nel '70, a questo punto i componenti della formazione hanno spiccato il volo verso fortunatissime carriere soliste (più importanti, senza dubbio, quelle di John Lennon e Paul McCartney). Per tutto il resto bisogna rivolgersi alla storia.

FERDINANDO SANTONICOLA

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I Beatles Nella Prima Metà Dei '60

 

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