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I Tool - Una Tesi Azzardata Sul Prog
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Up Tool: Maynard James Keenan / lead vocals Danny Carey / drums
Gli statunitensi Tool rappresentano (o meglio dovrebbero rappresentare) il caso discografico dell' ultimo decennio. La critica li ha ascritti in svariati generi tra cui, Grunge, Metal, Dark, Prog (l' elenco potrebbe continuare) o li ha inseriti nei più svariati calderoni musicali come Grunge-Noise, Dark-Metal, Metal Prog eccetera. Per venire incontro chi ama (giustamente) dei punti fermi all' interno di un discorso, sembrerebbe lecito dire che i Tool sono i Tool, ovvero una formazione assolutamente originale, che ha saputo sapientemente dosare le caratteristiche di tutti i generi sopraccitati riuscendo a proporre, album dopo album, peculiari caratteristiche sonore.
Keenan in sala di incisione (taken from www.toolband.com)
La band ha un sound che potremmo definire (anche se non è del tutto corretto dirlo) <<Metal>>, costantemente "sporcato" da sonorità lugubri ed ossessive, che potrebbero essere l' ideale commento musicale per fiabe allucinate. Spiccano i toni cupamente enfatici della voce di Maynard James Keenan, che spesso si cimenta in rabbiosi acuti "strozzati" che sembrano provenire dalle zone più profonde dell' animo umano, quelle da celare a tutti i costi. Il resto della formazione, grazie alle spiccate qualità tecniche dei singoli membri, mantiene in perfetto equilibrio le atmosfere angoscianti gia citate optando verso soluzioni stilistiche che favoriscono l' ossessività ritmica e sonorità, che all' ascoltatore poco attento, potrebbero risultare oscure e sporche; in realtà queste sono nitidissime e molto ben definite, sono da considerarsi solo ed esclusivamente come intelligenti "effetti" che hanno il preciso scopo di destabilizzare l' ascoltatore per proiettarlo appieno in ambienti musicali fatti di macabra magia ed allucinato onirismo ("marchi di fabbrica" Tool), che in determinati punti potremmo definire (scusate l' evidente volo pindarico) come una sorta di bizzarro "ambient metal". Inoltre, è davvero interessante la ritmica delle chitarre, che a volte vengono utilizzate come fossero degli inserimenti sinfonici; ciò rafforza notevolmente l' espressività dei brani.
Lp Aenima Per quanto riguarda la struttura dei brani sono frequentissime repentine quanto inaspettate variazioni tematiche, oltre che cambi di tempo e tono. In questo i Tool sono davvero progressive (e fa sempre più rabbia pensare che l' araldo del prog odierno siano costantemente ed indiscutibilmente le lunghe ed autocelebrative masturbazioni strumentali dei Dream Theater). Certo, l' ascoltatore smaliziato da lunghe ore dedicate all' ascolto dei classici del prog anni '70 non rimane stupito da tali architetture musicali, che in certi punti presentano bizzarri e lontani echi di Gentle Giant (soprattutto in alcune scelte stilistiche di Keenan). Ma facendo un piccolo sforzo (e qui ci avviciniamo alla tesi azzardata del titolo) potremmo dire che i Tool sono andati anche oltre il progressive, conferendogli nuova vita; prendendo gli spunti migliori dalle sonorità dell' ultimo decennio ed elaborandoli con personalissime idee musicali, hanno infranto le barriere dell' ormai estinto "Art Rock" riuscendo a scavalcare (almeno fino ad ora) quella intricata e confusa rete di sperimentalismi incontrollati che verso la fine dei '70 avevano decretato la morte del Progressive, mettendo così in luce preoccupanti limiti creativi che impedirono al genere di approdare verso nuovi lidi musicali. Forse anche i melomani più nostalgici hanno trovato pane per i loro denti....
E' anche per ciò che questa band dal sound visceralmente ostile è (o meglio dovrebbe essere, qualora critica e pubblico lo vogliano) la nuova pietra miliare nella storia del Rock. DISCOGRAFIA 1992 Opiate/1993 Undertow/1996 Aenima/2000 Salival/2001Lateralus
Ferdy Santonicola
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